ACCIACCA 2014

Risultati di ricerca percorso fangoso:

ACCIACCA 2014

9 MARZO

ITINERARIO 4X4 TURISTICO HARD NON COMPETITIVO

 

PERCORSO NUOVO

L’itinerario è a Road-Book

Ad Ariano Irpino, durante l’inverno, molti dei normali percorsi sterrati diventano delle fangaie divertenti ma, allo stesso tempo, pericolose da percorrere. Il fango è uno degli elementi naturali più apprezzati dai fuoristradisti; è infatti inutile sottolineare quanto sia divertente scorrazzare con il proprio mezzo su un percorso fangoso, tuttavia, proprio in questi casi, però, diventa obbligatorio prestare maggiore attenzione ed essere preparati prima di affrontare un percorso fangoso.

 Possiamo dire che il fango è un pericoloso divertimento!

 Prima di affrontare l’argomento guida, è necessario soffermarsi su alcune raccomandazioni indispensabili; per mettere in sicurezza la propria escursione è bene dotarsi di alcuni strumenti quali:

  •  Abbigliamento adeguato (calzature impermeabili, guanti da lavoro, ecc)
  • Pneumatici ottimali (anche se diventano quasi irrilevanti in presenza di fango elevatamente viscoso, poiché questo colma le tassellature – anche le più profonde – rendendo il pneumatico praticamente liscio);
  • Piastre da Fango (come quelle da sabbia);
  • una binda;
  • una pala robusta;
  • un Verricello (elettrico o manuale);
  • Grilli e Strop;
  • (eventualmente) anche Catene da Neve.

…come sempre, sul fango più che su altri fondi, una ricognizione preventiva a piedi è d’obbligo.

Come si affronta un tratto con il fondo fangoso?

In base alla profondità e all’entità del fango (più o meno viscoso), bisogna attenersi a diversi tipi di velocità di marcia. Se la profondità del fango è di pochissimi cm, si può procedere a velocità moderata e costante innestando le ridotte (2° o 3°), cercando di mantenere la traiettoria della vettura sempre stabile e più rettilinea possibile; una velocità eccessiva potrebbe far perdere il controllo della vettura, vista la scarsa aderenza al suolo, rischiando di farvi uscire fuori dal percorso (ATTENZIONE ai seminativi).

Se la profondità del fango è considerevole, si consiglia di mantenere sempre una velocità più sostenuta e costante, prendendo anche rincorse se necessario, ed aiutandosi con lo sterzo mediante le cosiddette “remate” – cioè delle vogate eseguite con i pneumatici, per usare un termine marinaresco – effettuate zigzagando di continuo con lo sterzo, al fine di trovare maggiore aderenza nello strato di fango.

Un ulteriore metodo per divincolarsi dal fango può essere quello di effettuare brevi ma decisi colpi di acceleratore; quest’ultima pratica, fa si che i pneumatici si scrollino il fango dai battistrada. Anche in questo caso, si suggerisce di mantenere la 2° o la 3° marcia ridotta.

Nel fango si generano facilmente i cosiddetti “binari” (o rotaie) all’interno dei quali si perde gran parte della manovrabilità della vettura; tuttavia, in caso di fango i binari aiutano a non deviare troppo la traiettoria del percorso ma bisogna fare attenzione alla loro profondità.

In alcuni casi,con pendenze, valutare una traettoria che tenga conto della scivolata.

ACCIACCA 2014
si sconsiglia l’esperienza:
a chi non piace il fango
a chi non si vuole sporcare (a proposito portate un ricambio per la cena)
a chi non scende a vedere i passaggi
a chi ha fretta
a chi non fa gioco di squadra
a chi pensa sia una gara
a chi non vuole tirare o non vuole essere tirato
a chi non sa capire quando è il momento di fermarsi
a chi pensa che l’assistenza è dovuta
a chi abbandona un compagno in difficoltà
a chi non rispetta il lavoro degli altri (non riferito al club, vedi il punto successivo)
a chi non capisce che rischiare di finire in una cultura e fare anche solo 1 € di danno causerà la fine del fuoristrada nel mio paese (ricorda di essere un ospite)
a chi deve dimostrare qualcosa a qualcuno
a chi non si sa divertire

consigli:
prima di affrontare un passaggio guarda e chiedi se qualcuno può aiutarti,
questo è un raduno di squadra non individuale.

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